BACH (arr. Benjamin): Canon & Fugue (da L’arte della fuga, BWV 1080)
BRAHMS: Sinfonia n. 1 in do minore, op. 68
Autore: crudele-admin
Thüringen Philharmonie
ČAJKOVSKIJ: Romeo e Giulietta
RACHMANINOV: Concerto per pianoforte n. 2 w/ Bernd Glemser
ČAJKOVSKIJ: Sinfonia n. 5
➤ Tickets
Thüringen Philharmonie
ČAJKOVSKIJ: Romeo e Giulietta
RACHMANINOV: Concerto per pianoforte n. 2 w/ Bernd Glemser
ČAJKOVSKIJ: Sinfonia n. 5
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Alessandro torna a Gotha e Eisenach
Alessandro ha un rapporto speciale con la Thüringen Philharmonie fin dalla sua prima apparizione nel 2018. L’anno scorso ha diretto l’orchestra in un acclamato concerto alla Elbphilharmonie di Amburgo e torna ora a dirigerli nella loro stagione principale a Gotha e Eisenach, il 12 e 13 marzo.
Il programma delle due serate, dal titolo “Schicksal und Leidenschaft” – destino e passione – inizia con Romeo e Giulietta di Čajkovskij, passa per il famoso Concerto per pianoforte n. 2 di Rachmaninov, che verrà eseguito dal rinomato pianista tedesco Bernd Glemser, e termina con la celebrata Sinfonia n. 5 di Čajkovskij.
Jiangsu Symphony Orchestra
MOZART: La clemenza di Tito, Ouverture
MOZART: Concerto per pianoforte n. 27 K595
BRAHMS: Sinfonia n. 4
Ritorno in Cina
Ospite frequente in Asia, Alessandro si è guadagnato un’ottima reputazione in Cina, dove ha diretto regolarmente orchestre come la Shenzhen Symphony, la Shanghai Philharmonic e molte altre.
Ora farà il suo atteso ritorno in Cina per l’apertura della stagione concertistica 2026 al Jiangsu Grand Theatre, dove dirigerà la Jiangsu Symphony Orchestra.
Situata sulle rive del fiume Yangtze, Nanchino, capitale della provincia di Jiangsu, è uno dei grandi centri culturali e storici della Cina, rinomata per il suo ricco patrimonio e la vivace scena artistica contemporanea. Negli ultimi anni la città è diventata un importante centro musicale, con il Jiangsu Grand Theatre che si distingue come luogo di riferimento e punto focale per gli scambi culturali internazionali nella Cina orientale.
Il concerto si terrà il 23 gennaio e vedrà la partecipazione del pianista cinese Tan Xiaotang, con cui Alessandro ha già collaborato in passato. Dirigerà il Concerto per pianoforte n. 27 K595 di Mozart, l’ouverture da La clemenza di Tito e la Quarta Sinfonia di Brahms.
Debutto alla Elbphilharmonie di Amburgo
Il prossimo 24 maggio Alessandro Crudele debutterà nella prestigiosa Elbphilharmonie di Amburgo, uno dei simboli architettonici più iconici della città e una delle sale da concerto più acclamate al mondo. Per l’occasione, Alessandro ritornerà a dirigere la Thüringen Philharmonie.
Il programma racchiude brani di Richard Strauss, Puccini, Waxman, Mozart, Bellini, Verdi, Mascagni e Massenet e vedrà in veste di solisti Alexej Barchevitch (violino), Elena Moșuc (soprano) e Irakli Kakhidze (tenore).
Alessandro gode di un rapporto di stretta collaborazione con la Thüringen Philharmonie. Sin da quando l’ha diretta per la prima volta nel 2018, risultando poi tra i candidati finali per la posizione di direttore principale, i suoi concerti con la compagine della Turingia sono sempre stati acclamati sia dalla stampa che dai professori d’orchestra. Nel 2019, per esempio, la sua interpretazione della Quarta di Brahms è stata descritta con queste parole: “attraverso la tranquillità del secondo movimento e il fuoco del terzo, Crudele si è rivelato un maestro in questo genere”. Nel 2020, il quotidiano Thüringer Allgemeine scrisse del suo Gala d’Opera: “È stato per via della sala? È stato per via del direttore? L’orchestra che conosciamo bene ha suonato in modo diverso, come se fosse balzata ad un livello di qualità superiore”.
Per il prossimo concerto, all’interno del ricco programma, Alessandro dirigerà l’ultima sinfonia di Mozart, la n. 41 “Jupiter”. In passato, anche il suo Mozart con la Thüringen Philharmonie è stato acclamato dalla stampa: “Alessandro Crudele ha evocato un bellissimo Mozart con reminiscenze storiche”.
Thüringen Philharmonie
La stampa ha coperto con entusiasmo la tournée italiana di Alessandro con la Philharmonia
Il 25 e 26 novembre Alessandro è stato in tour in Puglia con la Philharmonia Orchestra, dirigendo l’Ouverture del Fidelio di Beethoven, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 16 di Mozart e la Sinfonia n. 4 di Brahms.
Sia la stampa italiana che quella inglese hanno reagito molto positivamente e recensito i concerti con grande entusiasmo.
Ugo Sbisà ha scritto sulla La Gazzetta del Mezzogiorno:
[…] si può dire che Crudele ne abbia saputo ben esaltare quei tratti epici che si alternano a momenti di più fremente passionalità, senza però mai eccedere in forzature espressive.
Un Brahms intenso e luminoso, insomma, culminato nella lunga serie di variazioni sulla Ciaccona del conclusivo Allegro energetico e appassionato, nel quale la bella intesa fra direttore e organico ha consentito al pubblico di apprezzare l’altissima qualità di ogni singola sezione orchestrale, a cominciare dal ottoni e legni, di livello decisamente “spaziale”.
Michele Traversa ha scritto su LSDmagazine:
La Philarmonia Orchestra, sotto la guida esperta di Crudele, ha saputo rendere giustizia alla complessità e alla ricchezza armonica di questa grande opera, mostrando una coesione e una precisione straordinarie. La direzione di Crudele, precisa e ispirata, ha guidato i suoi 80 musicisti in una performance di alto livello, esaltando le qualità individuali di ogni singolo musicista e creando un’esperienza sinfonica coinvolgente.
Jon Jacob ha raccontato su Thoroughly Good il concerto di Barletta, dedicato a Carlo Maria Giulini:
Il pianista Martin Helmchen ha brillato nell’arioso Concerto per pianoforte e orchestra n. 16 di Mozart. 16, il suo suono luminoso ed energico è stato impreziosito dalle spruzzate di dettagli dei fiati nel primo movimento.
La disciplina di Crudele si sposa bene con il rigore caratteristico della Philharmonia.
Infine, si sprecano le citazioni entusiastiche dalla recensione di Colin Clarke su Classical Explorer:
[…] Beethoven e Brahms hanno spiccato grazie ad una freschezza di approccio rigenerante grazie alla direzione del direttore milanese Alessandro Crudele.
L’esecuzione di Helmchen e Crudele non poteva essere migliore. Miracolosamente, nonostante il gran numero di archi, Crudele ha ottenuto dall’orchestra leggerezza e trasparenza.
[…] a proposito di compattezza, raramente nell’apertura dell’Andante moderato ho sentito i corni all’unisono come se stesse suonando un solo strumento, ma con un colore diverso da quello di un singolo corno (e sicuramente questo è esattamente ciò che Brahms intendeva).
Alla passacaglia di Brahms, Crudele ha dato il giusto spazio per respirare, permettendo alla musica di scorrere come lava brahmsiana.
Ma è stata l’attenta preparazione di Crudele all’ingresso dei tromboni nel corale a suggellare l’interpretazione. Gli ottoni sono entrati come se li avessimo attesi da sempre, un momento di massima nobiltà.
